Addio alla Fondazione Tibet

La fondazione Tibet fu fondata come istituto di beneficenza registrato nel 1985. I propositi della fondazione erano di promuovere la cultura, la religione e lo stile di vita tibetano, alleviare dalla povertà le persone di origine tibetana, innalzare il livello dell'educazione e dell'assistenza sanitaria nelle comunità tibetane.

Il personale e gli studenti della 'Scuola Centrale' per tibetani a Kalimpong, India Studenti della scuola della fondazione 'Case tibetane' in Mussoorie, India

Trentacinque anni fa gli insediamenti tibetani in India erano estesi, le persone delle comunità erano povere e lavoravano per lo più nei campi. Difficilmente qualcuno aveva una carriera professionale al di fuori del lavoro nei campi, la richiesta per nuove scuole era alta mentre al giorno d’oggi invece molte scuole sono state chiuse per la mancanza di studenti. Le case di riposo per anziani erano del tutto sconosciute nelle comunità tibetane di allora, mentre sono presenti in molte di quelle attuali. I tibetani di oggi sono diversi: sono istruiti e molti di loro si sono trasferiti in occidente, mentre altri lavorano nelle città e nelle cittadine.

Phuntsog Wangyal, presidente del consiglio di amministrazione della fondazione Tibet, esamina gli yak acquistati come parte di 'Yak per la vita' nel Tibet orientaleUn nomade tibetano con i suoi bambini e la sua mandria di yak

Negli anni ‘80 le risorse per l’educazione e la sanità in Tibet erano scarse e la povertà era molto diffusa. Il cibo e le condizioni di vita erano essenziali e gli attrezzi impiegati nell’agricoltura erano primitivi. La fondazione Tibet ha aiutato le famiglie nomadi nelle regioni tibetane dello Yushu e del Kandze fin dal 1996 dando loro gli yak, attraverso il progetto “Yak per la vita”.

Asilo nido della comunità di Ringa, regione del Kham nel Tibet orientale Studenti presso la scuola Gyalten nel Kandze, Tibet

Ora ci sono centinaia di scuole persino nelle aree rurali del Tibet, l’alfabetizzazione tra i bambini è elevata e molti tibetani sono occupati in diverse professioni nelle zone in cui vivono. Gli agricoltori tibetani oggi utilizzano macchinari agricoli moderni, la maggior parte delle case hanno l’elettricità, molte persone possiedono una macchina e mandano i loro figli all’università nell’entroterra cinese e perfino in altre nazioni.

Studenti della scuola superiore Srongtsen Bhrikuti Boarding, monastero Shelkar, vicino Tinchuli, Boudha, Nepal Students of Gyalten School in Tibet celebrates Children's Day

Uno dei programmi della Fondazione è stato ‘Buddhismo in Mongolia’. La Mongolia è una nazione priva di sbocchi sul mare, situata tra la Russia a nord e la Cina a sud. Dal XVI fino all’inizio del XX secolo, il buddhismo tibetano iniziò a diffondersi in Mongolia. Durante la caduta della dinastia Qing, nel 1911, la Mongolia accusò un duro colpo per l’intervento (militare) sovietico e l’introduzione del regime comunista. Alla fine degli anni ‘30 la maggior parte dei 1000 monasteri furono distrutti, i monaci più istruiti furono imprigionati o uccisi e i più giovani furono esiliati oppure obbligati a lavorare nelle fabbriche realizzate dai sovietici. Nel periodo in cui venne introdotto il programma ‘Buddhismo in Mongolia’ dopo la caduta dell’Unione Sovietica, i templi buddhisti in Mongolia erano perlopiù in rovina e la maggior parte dei maestri buddhisti qualificati non era più in vita. In seguito alla richiesta della popolazione mongola, la fondazione realizzò una serie di importanti progetti: facendo costruire e ristrutturare templi e biblioteche, facendo tradurre e pubblicare testi buddhisti nel linguaggio mongolo, portando maestri buddhisti tibetani in Mongolia, mandando gli studenti mongoli ad apprendere il buddhismo in India, introducendo i libri di testo buddhisti nelle scuole secondarie della Mongolia e pubblicando cataloghi multi-lingua delle prestigiose collezioni d’arte buddhista preservate nei musei mongoli.

Tempio buddhista in Mongolia sponsorizzato dal Pathgate Tempio buddhista in Mongolia sponsorizzato dal Pathgate

Quando fu istituita la fondazione Tibet, era la principale organizzazione filantropica tibetana del Regno Unito ad organizzare attività culturali in Europa, oggi ci sono molte comunità tibetane e centri buddhisti che presentano questo tipo di eventi. A causa dei cambiamenti delle condizioni del mondo e dei problemi di salute di alcuni dei membri del consiglio della fondazione, questi ultimi decisero che la cosa migliore da fare fosse di ridurre gradualmente le attività della fondazione Tibet e da allora, la fondazione Tibet, ha formalmente cessato le sue attività il 31 gennaio 2021.

Tour nel Regno Unito dei bambini rifugiati tibetani dell'India' I bambini rifugiati tibetani dell'India visitano la fondazione Tibet a Londra

La fondazione Tibet ha collaborato come partner di lavoro con l’Istituto Pathgate per oltre due decenni. Il Pathgate poté sponsorizzare, tramite la Fondazione, l’educazione di innumerevoli studenti tibetani e partecipò inoltre attivamente al programma ‘Buddhismo in Mongolia’. Con i fondi messi a disposizione dal Pathgate, la fondazione fu in grado di: sponsorizzare la costruzione di diverse stupa e templi in Mongolia, allestire una mostra d’arte mongola nel Regno Unito, aggiudicarsi un’intera serie del Kangyur comprendente l’intera collezione degli insegnamenti del Buddha dal Tibet alla Mongolia e la traduzione e stampa di testi del dharma. Uno di questi libri è ‘Basic Buddhism’ (Buddhismo essenziale) in tre lingue: inglese, cirillico e nella lingua mongola classica. Questo libro fu ristampato tre volte, per un totale di 23.000 copie che vennero distribuite gratuitamente in Mongolia. Un altro libro era la traduzione del ‘The Essence of Refined Gold’ (L’essenza dell’oro raffinato), un commentario sul testo di Atisha ‘Lamp for the Path of Enlightenment’ (La lampada per il sentiero dell’illuminazione’) dal tibetano al mongolo.

Il lama Dondrup Dorje Rinpoche con le monache mongole che studiano a Namdroling in India Un set del Kangyur procurato dal lama Dondrup Dorje Rinpoche dal Tibet come offerta a S.S. Penor Norbu Rinpoche alla puja di 'Lunga vita' di S.S.. in India

La fondazione Tibet, in un periodo di oltre 35 anni, ha realizzato gli obiettivi che si era prestabilita per assistere le persone di origine tibetana che vivevano in Cina, Nepal ed India, impegnandosi per migliorare la loro educazione, l’assistenza sanitaria e le condizioni economiche, promuovendo allo stesso tempo le culture buddhiste del Tibet e della Mongolia. Come ente di beneficenza, esce dalla scena con successo, certi del fatto che la fondazione è riuscita a raggiungere i suoi scopi ed obiettivi e, mentre diamo l'addio all'intero gruppo dietro alla fondazione Tibet e gli auguriamo un buon nuovo inizio, vi potrebbe capitare di visitare uno delle più stupende eredità che hanno devoluto alla città di Londra: il giardino tibetano della pace.

La troupe del Serthar Gesar Art dal Tibet, in un tour nel Regno Unito sponsorizzato dalla fondazione Tibet Esibizione della troupe del Serthar Gesar Art presso il giardino tibetano della pace

Il giardino tibetano della pace fu commissionato dalla fondazione Tibet e aperto poi al pubblico nel maggio del 1999. Questo giardino della contemplazione (Samten Kyil) è un posto dove chiunque può andare e godersi un momento di pace e tranquillità. Il suo pezzo più importante è un mandala di Kalachakra in bronzo, con otto posti a sedere per la meditazione, circondati da rose bianche ed un misto di strutture orientali e occidentali.

Il mandala di Kalachakra in bronzo nel giardino tibetano della pace Il 'Pilastro del linguaggio' nel giardino tibetano della pace

Vicino all’ingresso del giardino si trova un pilastro di pietra conosciuto come il ‘Pilastro del linguaggio’. Il design del pilastro è basato su quello del pilastro Sho, una stele per il trattato del IX secolo in Lhasa, in riconoscimento dei diritti di Tibet e Cina per coesistere in pace. I tre scalini scolpiti in cima al pilastro rappresentano: pace, comprensione e amore; su ogni lato del pilastro c’è scolpito un messaggio speciale in tibetano, inglese, cinese ed hindi, che recita: ‘Noi esseri umani stiamo passando attraverso un periodo cruciale del nostro sviluppo. Conflitti e sfiducia hanno afflitto il secolo passato, che ha portato un'immensa sofferenza umana e alla distruzione ambientale. È nell’interesse di tutti noi, su questo pianeta, fare uno sforzo congiunto per trasformare il prossimo secolo in un’era di pace e armonia. Possa questo giardino della pace diventare un monumento al coraggio del popolo tibetano e all’impegno per la pace. Possa rimanere come simbolo per ricordarci che la sopravvivenza umana dipende dal vivere in armonia e dallo scegliere sempre la strada della non-violenza per risolvere le differenze.’