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Quale è lo Scopo dei Tre Percorsi Preliminari della Liberazione?

Il loro scopo è di fornire a tutti gli esseri i differenti ingegnosi mezzi con i quali la Vera Saggezza può essere coltivata rispetto alle potenzialità karmiche ed alla capacità intellettuale di ciascuno.

Il primo percorso è per coloro che sono indicati come gli Uditori il cui unico scopo è cercare la liberazione personale. Il loro obiettivo è quello di raggiungere lo stato di Arhat - il Reame della Santità. Gli Arhat, Coloro che sono Degni, chiamati anche Lohan in Cina, sono considerati come saggi di carattere esemplare, liberi dal desiderio mondano e dall’illusione. La loro stretta osservanza del Pratimoksha - l'Etica dell’Astensione - astenersi dal praticare attività insalubri, consente loro di sviluppare nel corso del tempo la conoscenza perfetta delle Quattro Nobili Verità e li consegna al santo stato del Nirvana noto per qualità che sono gli opposti esatti delle condizioni umane. Qualità come: l'autentico sé in contrapposizione al finto sé; l'infinito in contrapposizione al transitorio; il salubre in contrapposizione al malsano; estasi in contrapposizione alla insoddisfazione. Inoltre, ci sono due tipi di Nirvana: il primo tipo è quello dell'Arhat che è libero dalla rinascita ulteriore nell'esistenza mondana, ma possiede ancora un corpo fisico, il secondo tipo è quello che l'Arhat realizza al momento della morte, quando gli aggregati psicofisici si dissolvono per l'ultima volta. Mentre la realizzazione dello stato di Arhat conduce al Nirvana, l'obiettivo degli Arhat è interamente focalizzato sulla liberazione del sé, così le virtù meritorie raccolte dall’Uditore sono riservate principalmente al beneficio di se stessi.

Il secondo percorso è per il Realizzatore Solitario il cui desiderio è quello di ottenere la liberazione personale e illuminazione più elevata. Il loro obiettivo è di diventare Pratyeka-buddha - il Risvegliato Solitario. Si tratta di saggi che per mezzo del loro proprio sforzo raggiungono la sublime comprensione dei dodici fattori interconnessi dello sviluppo condizionato, e quindi raggiungono l'illuminazione da soli, ma solo per se stessi. Si dice che abbiano riconosciuto che il sistema-mondo in cui viviamo non è che un unico continuum di coscienza collettiva formata dalle pieghe infinite di particelle di energia che, a seguito del sorgere di energia-materia emanante dalla rinascite cicliche infinite degli esseri senzienti, attivano la manifestazione di infiniti fenomeni che sperimentiamo nel nostro sistema-mondo. In termini di Santità, Pratyeka-buddha è posizionato tra l’Arhat ed il Buddha pienamente illuminato. Il Pratyeka-buddha non fa alcuno sforzo per illuminare gli altri, perché si dice che abbiano raggiunto la comprensione dello sviluppo condizionato ma non l'onniscienza della vera natura del Dharma.

I Realizzatori Solitari accumulano virtù più meritorie in un periodo più lungo degli Uditori, ma come Pratyeka-Buddha, non possiedono le qualità meritorie che caratterizzano un Buddha pienamente illuminato. Qualità come l'onniscienza senza ostacoli di tutti i fenomeni mondani e ultramondani, o quella dei dieci poteri che sono la conoscenza di: ciò che è fattibile e cosa non lo è; l'azione karmica di causalità nella vita di tutti gli esseri passati, presenti e futuri; le facoltà superiori ed inferiori di tutti gli esseri; le inclinazioni e tendenze diverse in tutti gli esseri, le molteplici componenti dell'universo, le principali cause che conducono ai vari regni di esistenza, l'origine di purezza e impurità; la realizzazione meditativa del vuoto, dell'assenza di forma e assenza di passioni; il ricordo delle vite passate e la visione anticipata della morte, trasmigrazione e rinascita e la liberazione della mente attraverso l'estinzione di tutte le contaminazioni.

Il terzo percorso è quello del Sentiero del Bodhisattva. I Bodhisattva sono quei saggi dalle menti illuminate che spesso incarnano gli attributi perfetti e le virtù che si vedono negli stessi Buddha. La loro conoscenza non-concettuale del mondo rivela loro che qualsiasi sofferenza ci sia nel mondo, nasce dal desiderare la propria felicità personale, e qualunque vera felicità ci sia nel mondo, deriva dal desiderio di felicità per gli altri. Il loro desiderio incrollabile di ottenere la Buddità non è per il perseguimento della propria felicità personale, ma per ottenere le abilita’ indispensabili per condividere con gli altri il più conveniente mezzo per realizzare la loro liberazione dall'esistenza ciclica di insoddisfazione sempre ricorrente. Il Bodhisattva rinasce volontariamente per un incalcolabile numero di vite in una diversità di forme fisiche ed ambienti, non per ignoranza della loro natura di insoddisfazione, ma per compassione e l'intento altruistico per il benessere degli altri esseri. L'impegno del Sentiero del Bodhisattva è contraddistinto da quattro fasi distinte: il percorso ordinario, mentre si mantiene una vita “casalinga” come fanno gli esseri ordinari; il percorso determinato, quando si prende voto di raggiungere il risveglio; il percorso dell’obbedienza, quando si vive nel rispetto del Voto del Bodhisattva; ed il percorso del non-ritorno, quando ci si impegna sul pieno risveglio con la consapevolezza univoca sullo scopo.

I Bodhisattva che incarnano la pratica delle paramita - le virtù trascendenti che hanno perfezionato nel corso del loro sviluppo - sono associati a quattro tipi principali di azioni illuminate che usano per promuovere ciò che è utile per gli altri esseri. Queste azioni illuminate comprendono: pacificare la sofferenza e armonizzare ciò che è allo sbando; realizzare il vero potenziale degli esseri, sia spiritualmente che materialmente, compiendo Atti di Fede per aiutare gli altri su larga scala; decidere di applicare azioni adirate per compassione, per evitare l’espansione di mali maggiori, promuovendo al contempo il più grande bene degli esseri.